Il lockdown per COVID del 2020 è stata un’esperienza insieme globale e personale non solo sull’interdipendenza sociale o culturale, ma anche su quella naturale e biologica, chiamando in causa direttamente i rapporti tra l’ambiente o l’ecosistema ed il nostro modello di sviluppo. Ne sono emerse le dimensioni della nostra vulnerabilità e fragilità, insieme alla consapevolezza che abitiamo la Terra solo temporaneamente, che non ci appartiene, e che abbiamo la responsabilità di consegnarla alle generazioni future in condizioni che consentano anche a loro di abitarvi.
E’ in questo contesto che si è inserito casualmente un documentario messo in onda nella trasmissione Presadiretta del 3 febbraio 2020: “Gli effetti dei pesticidi sugli insetti impollinatori”. In particolare veniva messa in evidenza l’effetto dei neonicotinoidi – alla base dei più diffusi prodotti utilizzati in agricoltura – sulle api, le principali impollinatrici del pianeta, infaticabili ed indispensabili collaboratrici di noi agricoltori.
L’effetto è stato allo stesso tempo shoccante e doloroso: la totale perdita di memoria, di controllo del comportamento e di capacità comunicativa determinava lo smarrimento individuale ( al pari di malattie neurodegenerative umane quali l’Alzheimer) con conseguenza esiziali per la stessa struttura sociale della comunità.
Effetti che hanno richiamato alla mia memoria, per analogia pressochè identica, il doloroso calvario di mio fratello Luca, scomparso prematuramente proprio a causa di una devastante malattia neurodegenerativa, che la ricerca medica associa anche agli effetti dell’assunzione dei pesticidi.
Quell’episodio, in quel contesto storico, ha determinato in me la ferma risoluzione di convertire l’azienda ad un modello di sviluppo sostenibile, con l’adozione di quello biologico e di positive carbon footprint. Posso orgogliosamente affermare “Io sono Bio”!
L’azienda Clivio degli Ulivi è socio del Distretto Biologico della Maremma Toscana